EXAMINE FOR A MOMENT AN ORDINARY MIND ON AN ORDINARY DAY... LET US RECORD THE ATOMS AS THEY FALL UPON THE MIND IN THE ORDER IN WHICH THEY FALL, LET US TRACE THE PATTERN, HOWEVER DISCONNECTED AND INCOHERENT IN APPEARANCE, WHICH EACH SIGHT OR INCIDENT SCORES UPON THE CONSCIOUSNESS
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venerdì, 02 settembre 2005

Oplà

Qualcosa di strano deve essere accaduto nuovamente, stanotte.
Perchè possiedo un paio di scarpe dal tacco a trampolino da un anno, e non le avevo mai usate.
Se non dalla cucina alla stanza, e ritorno. Non è facile, sapete.
E oggi, invece, le ho messe. E ho ballato scatenata per la casa, con quella roba ai piedi.
Mi sto trasformando. Forse. Eh.
Non trovo tracce di polverina magica sulle mie spalle, però.
Mah.

Postato da bambinonEro alle 19:55 | Permalink | commenti (6)
mercoledì, 31 agosto 2005

Ninna nanna

Ho sognato che la mia diciannovenne nipote andava a vivere a New Orleans con uno spacciatore di crack.
Mia madre (sua nonna) e mia sorella (sua madre) lì, tranquille. Imperturbabili. E io che scalmanavo, ovviamente: marobadamattiquestenonbattonounciglioussignùr.
Ho sognato che accorrevo al capezzale dell'un dì mio fidanzato, trovandolo affetto da pemfigo nonchè agonizzante e in punto di morte. Copiose lacrime e strazianti rimpianti (Oh, ci sta anche la rima, guarda un po', guarda un po')
Ho sognato che mia madre si sgretolava ad ogni minimo movimento. Mia sorella suggeriva allora di provare a sostenerle la colonna dorsale con banalissime stecche di gelato. E intanto si mangiava, serafica, un'arancia.

Tutto in una notte.
E senza aver mangiato pesante.
Non ce la faccio più.

Postato da bambinonEro alle 17:56 | Permalink | commenti (5)
mercoledì, 24 agosto 2005

Cose che mancano

Ho sognato che la mia stanza affacciava sul mare.
Che potevo starmene in terrazza a scrivere e a lavorare, sentendo il profumo dell'aria salmastra.
Ho sognato che c'erano dei fiori, anche, nella mia stanza.
Che respiravo sentendomi forte e tranquilla.
Ho sognato del legno sotto i miei piedi nudi.
E muri bianchi, con qualche foto.
Credo di aver bisogno d'aria.

Postato da bambinonEro alle 18:55 | Permalink | commenti (2)
giovedì, 18 agosto 2005

Strane cose che succedono, ma anche no

Succede che ti dici ma sì, la pausa estiva sarà salutare. Mi fermo, mi riposo, penso. Tento di capire quello che (mi) succede.
Ebbene, signori, è ufficiale: a pensare ho pensato, ma non ci ho capito una cippa lo stesso.
Vabbè. Succede. E sia.
Intanto continuano ad accadere cose strane.
Tipo che quando mi lavo i capelli, ultimamente, non si bagnano.
Probabilmente mi sto trasformando in pennuto. La mia testa sta diventando idrorepellente come le piume delle paparelle.

Postato da bambinonEro alle 17:43 | Permalink | commenti (10)
giovedì, 21 luglio 2005

Saggezza popolare

Acqua cheta.
Se la smuovi,
feta

Postato da bambinonEro alle 01:15 | Permalink | commenti (5)
venerdì, 01 luglio 2005

Il pensiero del giorno

Organische Materie. Protoplasma. Sarcode. Utricolo primordiale:
"Gelatina vivente - sostanza glutinosa trasparente, insolubile in acqua, che si contrae in masse globulari, che si attacca ai coltelli da dissezione e che può essere estratta come muco" (F. Dujardin, 1835)
"Ogni qual volta le cellule si formano, questo fluido viscoso precede la prima struttura solida. Dobbiamo supporre che lo sviluppo della struttura in questa sostanza è il processo che inizia la formazione della nuova cellula" (H. von Mohl, 1846).

 

Arrivederci alla prossima puntata.
Forse sull'apoptosi.
Chissà.

Postato da bambinonEro alle 18:04 | Permalink | commenti (10)
giovedì, 30 giugno 2005

Credo di non avere alternative

Strizzarmi il collo in una cravatta inamidata e ripassare inglese.

Sempre di ugola si tratta.

Ma che c'azzeccano le sete preziose con le lingue?

Devo trovare un lavoro in ufficio, mica fare la modella.

 

Postato da thebackroomboy alle 14:19 | Permalink | commenti (9)
mercoledì, 29 giugno 2005

La voce dell'innocenza

Dawson's Creek regala momenti di alta ed esilarante verità. Un po' vintage, data la versione-replica odierna, ma sempre molto godibile.
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Come al solito siamo al centro di una discussione sulle leggi e le strutture che regolano l'universo, scambi di idee che solo questa serie sa sostenere. Uno di quei dialoghi in cui la banale realtà si strappa e da lì trapela la luce dell'autenticità più profonda. Tipo che se Joey prende l'hamburger  senza il McFlurry, Dawson subito deduce che il rifiuto del dolce è indice del fatto che la ragazza non è ancora pronta ad abbandonarsi a un rapporto di tenerezze che non sia la pura amicizia. Ché l'adolescenza è il momento in cui un fanciullo comincia a percepire i primi impulsi sessuali. In cui una bambina inizia a sentire fremere la donna che c'è in lei, un ragazzetto comincia a intrevedere di essere uomo. O donna, a seconda dei casi.
p
A questo giro la cricca è quella delle grandi occasioni: Dawson, Joey, Jen, Pacey e Jessica-Vanessa-Jennifer (o come cavolo si chiama la ragazzetta conturbante e stronzetta) ammassati in biblioteca per punizione. Trascorrono interminabili ore giocando a Obbligo o Verità. Dal passatempo trapelano, c'era da aspettarselo, i particolari più scomodi: Joey è innamorata di Dawson, a Jen piace terribilmente il cervello di Dawson ma in quanto ad attrazione fisica proprio non se ne parla, J.V.J. Stronzetta è stata punita per ragioni che mal si adattano alla sua nomea di mangiauomini. E disquisendo della più futile e varia quotidianità si finisce comunque a parlare di condizioni di frustrazione psicologica, del senso della vita, di Yin e Yang, di Yung e Freud. Compresa la presunta (dal povero e intonso Dawson) preparazione sessuale del malandrino Pacey. Quest'ultimo, dopo aver ottenuto il riconoscimento delle sue innegabili doti amatorie, opta per un'irrefrenabile sincerità. Ed è così che il tapino confida la ragione della sua pena, in preda a puro autolesionismo.
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Pacey: Non sono affatto quel mandrillone che pensate voi. Sono finito in gattabuia dopo che il professore mi ha sgamato a masturbarmi nel bagno della palestra...
Platea: Ohooohhh!
Pacey: (rivolgendosi al compagno di merende) E tu Dawson continui a dimostrare questo astio immotivato nei miei confronti. Questa invidia. Mentre non ti accorgi di quanto tu sia fortunato: hai una passione struggente, hai una bella testa (naturalmente Pacey non si riferiva ai capelli), hai una ragazza...
J.V.J. Stronzetta: Ma Pacey non ti lamentare. Tu hai sempre la mano.
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Postato da thebackroomboy alle 17:16 | Permalink | commenti (6)
martedì, 28 giugno 2005

Piange il telefono (e fra un po' io pure)

Ore 2.35. BambinonEro ha finalmente vinto la propria resistenza al sonno. Dorme, tranquilla, nel suo letto.
Ore 2.35 e qualche frazione di secondo. Il telefono comincia a squillare. BambinonEro si sveglia. E risponde.
- Pronto? Ciao.
- Ciao
- Ci sei? Volevo sentirti.
- Eh.
- Sei sveglia?
- Ora sì.
- Stavi dormendo?
- Sì.
- ...
- Ma...tutto bene, N. ?
- Sì, tutto bene, volevo solo sentirti.
- Mh.
- Sei sola?
- Sì, son sola. E dormivo.
- Sì.
(BambinonEro deglutisce e rimane in silenzio)
- Vabbè, ti chiamo domani, quando sei più sveglia. Buonanotte, ciao.
- Ciao.
____Clik!

Il grande fratello è una voce nella notte.

Postato da bambinonEro alle 14:01 | Permalink | commenti (1)
sabato, 25 giugno 2005

Contro l'idrofobia

Uno pensa di aver buttato via una giornata nell'intorpidimento asfissiante del sabato pomeriggio, poi s'accorge che il nulla trabocca di verità. Ché la saggezza sale dal basso, e non importa chiedere udienza al Papa per comprendere il senso delle cose. Anzi, forse è proprio meglio evitare.
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Io se mi arrabbio mi arrabbio davvero. Divento iroso, aggressivo e cianotico. Nessun rancore postumo, solo un picco di nervi circoscritto che prima o poi mi manderà al Creatore. Oggi la risposta ai miei problemi di eccessiva reattività a fatti, cose e persone l'ho trovata nel Dylan Dog. Così, dato che l'autoconvincimento è sempre un ottimo strumento di salvaguardia personale, ho deciso di assumere una delle battute di Groucho a norma di vita:
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Non vi arrabbiate. L'ira è far pagare a se stessi le colpe altrui.
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Da un aforisma di Alexander Pope.
Preferisco vivere, io. E anche le mie coronarie.

Postato da thebackroomboy alle 19:03 | Permalink | commenti (5)
giovedì, 23 giugno 2005

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne

Inquadratura su un BrB abbacinato dal sole violento e onnintrusivo del primo mattino. Sede del colloquio: villone magniloquente neoclassico affrescato. Viottolo di ghiaia perfettamente diritto lì ad esaltare il mirabile calcolo di volumi e simmetria. Talmente lungo che metà della benzina consumata da quando sono uscito di casa la brucio nel percorrerlo.
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Poi l'ordine del giorno, tra presentazioni, simulazioni di gruppo e quesiti da catalogo su come la vivi. Inciampo in un déjà vu da esame di Maturità. Il signor psicologo-terapeuta delle Risorse Umane mi fa presente che io possiedo un approccio complesso e non diretto alla soluzione dei problemi, modalità di ragionamento con cui il mio orecchino immancabilmente stride. Butto immediatamente l'occhio sulla mia camicia che ricordo tintaunita di un bel blu acceso. La ritrovo di un bizzarro mélange che stona terribilmente con la composizione armonica che mi circonda. L'esaminatore però non sembra accorgersene, ché il caldo torrido non risparmia nessuno, nemmeno un elegante rampollo incravattato. Il piercing disturba invece, quello sì.
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Dopo un'estenuante ma amabile e signorile conversazione sulle mie attitudini, ecco sopraggiungere il domandone finale:
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Terapeuta: Come si vede fra qualche anno? Cosa pensa sarà diventato a 35 anni?
BrB: Polvere.
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Il maledettismo non è prerogativa dei geni.

Postato da thebackroomboy alle 16:39 | Permalink | commenti (6)
lunedì, 20 giugno 2005

Sì, Satana mi pedina. E allora?

Solo ieri ho scoperto chi devo ringraziare per un'esperienza indimenticata di oramai 10 anni fa. Le illuminate menti che hanno partorito i test caratteriali propinati alle ignare leve dell'Esercito Italiano Vecchio Ordinamento sono i sigg. Hathaway e McKinley, Università del Minnesota. Il titolo del questionario: Inventario multifasico della personalità.
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Il test è costituito di una serie di affermazioni a cui il soggetto deve replicare con un vero o con un falso. Il tentativo di individuare disturbi psichici o nevrosi passa per dichiarazioni del calibro di:
1. Credo di essere vittima di un complotto.
2. Mi piacerebbe essere un fioraio.
3. Talvolta sento come se dovessi fare del male a me stesso o a qualcun altro.
4. Ho paura a guardare giù dall'alto.
5. Quando cammino per strada mi capita di contare i lampioni.
La pertinenza di certe inferenze mi sembra lampante. Che ci devo fare se soffro di vertigini, mi volete alla forca? Sono borderline, depresso o schizofrenico? O ho problemi sessuali? Ché se poi mi metti le pulci io ci casco. Mi ricordo che provavo un certo disagio a leggere i quesiti sul conteggio dei lampioni e delle piastrelle, o sulla presunta minaccia satanica. E m'immaginavo scenari opprimenti alla Kafka. Se non sono già toccato, mi ci fai diventare. Il mio amico fu spedito dagli psicologi per aver risposto che non avrebbe disdegnato la professione di fioraio. I sintomi rilevati erano di una latente omosessualità. E meno male che nessuno mi ha chiesto le mie abitudini infantili. Cosa avrebbero pensato i dottori se avessi confessato che da piccolo avevo uno zio che mi comprava raudi, petardi e fiori finti?
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E di quest'altro quiz (Thematic Apperception Test) invece che ne vogliamo dire? Attenzione che scatta il meccanismo dell'identificazione, quindi se sei masculo vedi di non immedesimarti troppo nella signorina K.O.
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Osserva l'immagine. Di che si tratta?
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1. sono tre persone malate di mente.
2. due uomini hanno tramortito una passante per derubarla.
3. è la scena di un film.
4. due uomini stanno soccorrendo una donna colpita da un malore.
5. due agenti segreti stanno controllando una spia che ha trafugato un documento (!!).
6. sono due fratelli che vogliono impedire alla sorella di uscire con un partner che non approvano (!!!).
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E allora perché non una povera casalinga di Voghera che un marito screanzato sta vendendo per un cammello e mezzo a un ambulante tunisino appena incontrato al mercato?

Postato da thebackroomboy alle 19:39 | Permalink | commenti (7)
domenica, 19 giugno 2005

Espressioni di disgusto

Ogni tanto ma costantemente la lingua produce tormentoni. Espressioni ipercodificate che vengono recuperate indiscriminatamente in ogni circostanza. L'attinenza con l'evento è per lo più trascurabile, l'unico valore sta nella citazione. Di uno stile, di un genere, di un gusto. La moda del pappagalllo.

Mi capita di deformare espressioni e fare un uso bizzarro della lingua. Una volta individuata una matrice lessicale o sintattica, comincio a vomitarla a ripetizione fino a quando il sistema immunitario di chi mi circonda, ammorbato dal virulento cicaleccio, finisce per cedere al flagello, costringendo il soggetto a capitolare e a diventare suo malgrado diffusore della peste.

La saggezza popolare vuole che chi rileva un difetto in qualcuno è anche il primo colpevole per tale peccato. Per questa legge indiscutibile mi capita di non soffrire le mode linguistiche lanciate a ripetizione. Come la vivi? Sto solo giocando. Struca el boton! Allegriaaa. Cado in preda a un attacco di prostaglandinite. Ché, se Dio vuole, il periodo del paninaro è finito da un pezzo, testina.
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Oggi il mio personalissimo strale funesto si scaglia contro:
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1. divertente. Aggettivo in sé innocuo. Vuol dir tutto e niente. Più che descrivere qualcuno o qualcosa aggiunge un sapore giovane e leggiadro all'atmosfera generale. Insieme ad altri inutili quanto insinuanti vocaboli è stato utilizzato a mitraglietta nelle ultime stagioni di televendite Mediaset. Ogni genere merceologico è finito nella trappola del divertentismo. Dal pratico snack pomeridiano, alle lenzuola colorate, fino ai deliri cooperiani sull'Ab King Pro dal design moderno. In qualche mio incubo notturno anche la MondialCasa è stata divertente, anche se ora mi sfugge la battuta. Presto o tardi diventeranno divertenti pure le bare. Appena Piersilvio vincerà il tabù della morte ché, è risaputo, le pompe funebri non conoscono periodi di crisi. Potrebbe essere un'ottima proposta per le notti di MediaShopping. Per te e per i tuoi cari estinti. Per un trapasso spassoso.
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2. ...-moda. Le parole composte con la moda in coda sono state il tormentone delle due ultime estati. Il neologismo rappresentava una marca di stile negli spot di riviste femminili con gadget. Pareo-moda. Colori-moda. Mia-nonna-moda. Se non erro, ultimamente la moda è stata defenestrata a favore della tendenza. Si segnala, a questo proposito, il fastoso Massy Tendenza Moda di Massa Marittima, il parrucchiere che con orgoglio baroccheggiante non rinuncia a nulla. Tutto grasso che cola.
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3. abbiamo fatto dell'ottimo sesso. Quando ormai la si era data per morta, ecco riaffiorare questa aberrazione. Che fa molto Brenda e Dylan, ma soprattutto Melrose Place. Apprezzamento che quel tamarro di Jake potrebbe benissimo riferire la mattina ad Amanda, dopo averla trombata a sangue nel suo letto dalle sobrie lenzuola di leopardo, naturalmente. Ché se qualcuno mi dicesse mai per sbaglio che abbiamo fatto dell'ottimo sesso, gli/le vomiterei addosso le due bottiglie di ottima cagnina che ho appena trangugiato per dimenticare. Mica per fare il romanticone ma, benedetto iddio, ottimo è passionale, sentimentale e fisico quanto un tema delle medie sulle tagliatelle di nonna Pina.

 

Postato da thebackroomboy alle 18:44 | Permalink | commenti (8)
mercoledì, 15 giugno 2005

Rime imperfette

Io ti latro addosso bao!
Tu sussurri un dolce miao.
Tu infelice chiedi e mo'?
Io rispondo con un boh, che ne so?
p
Io ti sciolgo da legami,
tu ti struggi perché m'ami.
Hai due posti prenotati: meta certa, un paio d'ore.
Gran peccato incontrarmi, sono il tuo dirottatore.
Tu mi doni la tua vita,
io l'accetto ma è appassita.
p
Ti guardai, mi confessai: io ti adoro, caro ometto.
Mi fissasti interdetto: è un amore imperfetto.
Dunque in chiesa, senza dubbio:
Vuoi sposarmi cara, cribbio?
, lo voglio, dolce amato.
Mille lustri e più ho aspettato.
Ma la malasorte fece
che quel dì andasse in pece.
Un infarto esemplare,
rovinando sull'altare.
Stupefatto mi lasciasti,
ti accasciasti con gran stile.
Solo bile ho per le mani,
nottetempo coi miei cani.
Un cicchetto alla salute,
solo rogna ho sulla cute.
p
È dal mondo ormai reietto
in quanto al dialogo un inetto,
triste solo e sconsolato
dagli amici abbandonato.
Ma testardo e fermo sta,
quando ognuno poi s'eclissa
con le orecchie sue fa rissa.
Picchiatello oramai
se passando dici ciao
non risponde, e a se stesso urla bao!
p
Postato da thebackroomboy alle 18:16 | Permalink | commenti (8)
martedì, 14 giugno 2005

Ah sì?!

Il risultato deludente del referendum dimostrerebbe che i moderati in Italia sono la maggioranza.

Tra le orde di estremisti e spietati guerrafondai che hanno esercitato il loro diritto di voto è stata notata la sig.ra Lario, che ha dichiarato di trovare mortificante l'invito all'astensione da parte della Chiesa e della politica.

Come non convenire allora con le dichiarazioni del cavalier infelice. In casa Berlusconi non si respira un'aria leggera, si sa. Il poveruomo, notoriamente modesto e remissivo, è costretto a subire quotidianamente le angherie della moglie-tiranno, in un clima d'illiberale violenza domestica che sicuramente non giova ai deboli follicoli in ricrescita.
p
Quando si dice coltivarsi una serpe in seno.

Postato da thebackroomboy alle 14:24 | Permalink | commenti (4)
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